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Comitato per
la Social Valley
Vallata del Limestre

Sito in fase di allestimento. Lavori in corso. "Il futuro all'inizio è sempre un cantiere"

Comunicato stampa del 16.05.2017

Panorama di Campo Tizzoro la fabbrica

Come nasce e perché?

L’idea è nata dal convergere di tre elementi:

  • Il lento e continuo declino della Montagna pistoiese dell’ultimo decennio: 233 imprese chiuse; 523 posti di lavoro persi, 1113 residenti diminuiti, solo 31 nati nel 2015;
  • la sollecitazione da parte di tanti a Dynamo Camp di fare qualcosa ed impiegare le proprie relazioni, professionalità e capacità anche per rilanciare l’intero territorio della Montagna;
  • il sentimento di fare qualcosa per il territorio era sempre più pressante in tanti soggetti, persone, imprese, associazioni che volevano impegnarsi insieme, senza divisioni, su obiettivi comuni per la Montagna.

Pertanto è stato costituito il Comitato per la Social Valley.

A che punto è il progetto Social Valley?

A distanza di alcuni mesi dalla prima presentazione pubblica (dicembre 2016), alla quale hanno fatto seguito altri incontri sul territorio della Montagna pistoiese, il progetto Social Valley ha compiuto diversi passi in avanti.

  1. Il Comitato nato per promuovere il progetto ha superato i 60 membri: imprese e associazioni imprenditoriali, organizzazioni del terzo settore, realtà culturali e sportive, realtà professionali, esercizi turistici e privati cittadini. Il Comitato è uno spaccato della realtà sociale ed economica della Montagna e rappresenta una pluralità di interessi diversi, uniti dalla convinzione che sia meglio impegnarsi insieme per lo sviluppo anziché continuare a lamentarsi ciascuno per conto proprio.
  2. Dall’estate il Comitato ha lavorato, anche con specifici gruppi aperti alla partecipazione di membri e non membri, per mettere a punto i primi progetti della Social Valley. Tra le priorità emerse: un marchio e un’identità comuni, un forte investimento in formazione, una visione del patrimonio naturale come opportunità di sviluppo, la consapevolezza che l’offerta turistica richiede innovazione e ampliamento di settori, la necessità di ripensare il welfare per mantenere servizi sociali e sanitari di qualità, la sfida di un’agricoltura specializzata e contraddistinta da prodotti di alta qualità.
  3. Per ognuna di queste linee di azione la Social Valley – che vuole essere un distretto capace di integrare competenze e settori diversi con l’obiettivo di moltiplicare l’effetto di sviluppo della Montagna – intende avviare dei progetti concreti. I primi, che vedranno la luce già nel 2017, riguardano la creazione di un centro di formazione nei locali della ex scuola SMI di Campo Tizzoro, la collaborazione con il progetto MO.TO.RE per l’avvio dell’incubatore di imprese, la costituzione del primo nucleo dell’Oasi, e l’apertura di un centro informazioni che sarà il “campo base” per presentare in via permanente il progetto a chi abita sulla montagna e a chi la frequenta.
  4. Ci preme fare un focus preciso sul “progetto Oasi”.La visione di una gestione unitaria della risorsa ambientale, che non va confusa con la creazione di un parco o con l’imposizione di nuovi vincoli all’uso del territorio, verrà realizzata entro breve grazie ad un accordo volontario tra alcuni proprietari privati, che condividono la necessità di valorizzare l’ambiente naturale attraverso una gestione attiva e lungimirante.
    Alla base del progetto Oasi sta la consapevolezza che la Montagna pistoiese è abitata da secoli e non è un territorio vergine: quindi la tutela della natura deve sposarsi con le attività economiche e ricreative, attraverso un disegno comune che favorisca non solo la convivenza, ma la reciproca valorizzazione delle diversità.
    Tra le prime attività ci sarà un intervento per migliorare la sentieristica e progetti per creare percorsi differenziati per fasce di utenti, in modo da potenziare l’offerta turistica.
  5. Entro l’estate aprirà a Campo Tizzoro un punto informazioni, che sarà anche la sede della Social Valley. Con questa struttura si vuole favorire una conoscenza puntuale e aggiornata del progetto e del suo stato di avanzamento, a disposizione della popolazione e dei visitatori.

In questi primi mesi il lavoro è stato quindi intenso, come dimostrano questi risultati. Ma quel che più conta, ha creato tra i partecipanti la consapevolezza sempre più forte della necessità di una visione strategica di lungo periodo per lo sviluppo della Montagna.Il percorso della Social Valley è ancora lungo ma questi primi passi testimoniano un interesse autentico da parte di chi si è avvicinato al progetto e sta impegnandosi per la sua realizzazione.

L’auspicio del Comitato per la Social Valley è che questo impegno - e il lavoro di analisi, confronto e progettazione in cui si traduce con la partecipazione appassionata e gratuita di decine di persone – sia riconosciuto e rispettato, senza forzature e false semplificazioni. Il progetto Social Valley non è di una singola organizzazione ma si basa su un impegno corale e plurale. Non nasce nelle segrete stanze ma alla luce del sole, con porte sempre aperte, accessibile e disponibile alla partecipazione di chi voglia collaborare. E’ animato da uno spirito costruttivo, rivolto alla crescita economica e allo sviluppo culturale e sociale della Montagna. E’ aperto al confronto e non si sottrae alla verifica pubblica e trasparente.

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